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Il crowdfunding? Si fa anche per la birra scozzese

5 dicembre 2016 // CURIOSITÀ Il crowdfunding? Si fa anche per la birra scozzese

BrewDog, il birrificio artigianale scozzese famoso in tutto il mondo per aver sfidato le multinazionali del luppolo ed essersi imposto nel mercato europeo grazie ai suoi visionari fondatori, sta collezionando sempre più successi anche negli USA, attraverso Equity for Punks IV.
Si tratta del progetto di crowdfunding utilizzato per finanziare i piani di espansione internazionale dell’azienda e che, a cinque anni dalla prima fortunata esperienza europea, che ha aperto le porte del birrificio a 5.000 nuovi azionisti (raddoppiati dopo due anni), sta conquistando anche gli appassionati della birra Oltreoceano. 
 
Ma andiamo per ordine, ripercorrendo alcune tappe di una crescita portentosa che sembra non volersi arrestare. BrewDog nasce nel 2007 in una cittadina a nord della Scozia e già nel 2009 scelse l’azionariato diffuso come proprio modello di sviluppo, riuscendo così in pochi anni ad aprire 27 locali in tutto il mondo.
Il biennio 2014 - 2015 si è chiuso con lo straordinario risultato di 19 milioni di sterline raccolti con il sistema di Equity for Punks: una cifra altissima nel panorama del crowdfunding.
Non essendo una società quotata in borsa, le azioni non garantiscono alcun guadagno e i titoli di BrewDog possono essere scambiati solo una volta all’anno sulla piattaforma di trading Asset Match. Per tradizione e scelta, gli utili netti sono reinvestiti in azienda e, al termine della sottoscrizione, i soci fondatori continueranno a mantenere un dominante controllo della società. A fronte dell’investimento, BrewDog offre però un pacchetto di vantaggi: sconti per gli acquisti online e nei bar della compagnia distribuiti in tutto il mondo, una pinta di birra per il compleanno, l’invito all’evento annuale AGM (il party per gli investitori).
 
L’offerta del birrificio scozzese si delinea quindi come un vincolo di appartenenza e una condivisione della filosofia di BrewDog, pienamente in linea con la forte brand identity che ha sempre rappresentato l’azienda come un Davide contro i Golia della birra industriale. 
E questa brand identity risuona forte e chiara anche negli USA, dove la piattaforma di crowdfunding sta crescendo a ritmo incessante. I progressi si possono seguire in tempo reale direttamente nel portale di “Equity For Punks USA” e l’azienda ha annunciato che aprirà un Brewpub in qualsiasi città che superi i 500 investitori, chiamati anche “punk” da “Ipa Punk”, una delle birre di punta. 
 
In Ohio è già stata acquisita una proprietà di 42 acri per la realizzazione di un impianto di produzione da un milione di barili all’anno. Sempre negli Stati Uniti, i due soci fondatori sono famosi per una serie televisiva dedicata alla birra artigianale giunta alla sua terza edizione. Per affacciarsi in modo irriverente sul ghiotto mercato USA, in occasione delle ultime elezioni presidenziali proposero a Trump “un posto in prima fila nella rivoluzione della birra”: gli avrebbero donato due delle nuove azioni di Equity for Punks, a patto che abbandonasse la corsa alle primarie.
 
L’Italia è invece il secondo mercato di esportazione per le birre BrewDog e nei tre locali aperti a Bologna, Firenze e Roma, oltre alle birre a marchio (Ipa Punk, Vagabond Pale Ale, Five Am Red Ale, This. Is. Lager), viene proposta una vasta scelta di produzioni artigianali di altri birrifici, servite sia alla spina sia in bottiglia. Le azioni possono essere acquistate direttamente nei bar di BrewDog di Firenze e Bologna, oppure tramite il sito dal quale è possibile scaricare anche il foglio illustrativo (tradotto in italiano) di Equity for Punks, approvato dalla Financial Conduct Authority, l’agenzia del Regno Unito che vigila sui mercati finanziari. 
 
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