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Gli stili birrai: parte terza

27 dicembre 2016 // I mastri birrai Gli stili birrai: parte terza

Continuiamo il nostro percorso sugli stili birrari spostandoci dal Belgio alle aree anglofone del mondo, in particolare la Gran Bretagna e l'America. 
Qui è sempre l'alta fermentazione a farla da protagonista (pertanto parliamo ancora di Ale), ma ciò che caratterizza il prodotto non è tanto il lievito, quanto piuttosto il luppolo
Le birre di ispirazione inglese, infatti, risultano spesso più amare e persistenti sul finale, con note mediamente resinose e una carbonatazione (gasatura) molto bassa, se non addirittura inesistente. Molte volte, negli impianti di spillatura, occupano le cosiddette “pompe”, sistemi di spillatura che non prevedono l'utilizzo di Co2 o azoto e che permettono quindi di mantenere bassa la gasatura della birra e avere una schiuma poco compatta e persistente, se non in rari casi che analizzeremo più nel dettaglio. 
 
-Pale Ale/Bitter: ambrate e non chiare, al contrario di come suggerirebbe il nome, sono birre in cui la presenza del luppolo è evidente più al gusto che all'olfatto. La gradazione alcolica è inferiore ai 4% alc. Vol., tuttavia ne esistono delle versioni strong con gradazione alcolica superiore.
 
-India Pale Ale (IPA): originariamente destinate alle truppe inglesi in missione in India, sono birre molto più amare rispetto alle Pale Ale. In Italia questo stile è spesso tradotto come “Italian Pale Ale” dato l'identico acronimo, mentre negli Stati Uniti, dove spesso si “luppola” in maniera ancora più importante, diventano “American Pale Ale (APA)” (5-8% alc. Vol.).
 
-Brown Ale/Mild Brown Ale/Mild: il colore varia dall'ambrato scuro all'ebano; impiegano una minore quantità di luppolo rispetto alle Bitter. Di corpo leggero, presentano rilevanti note di frutta secca, soprattutto nocciola, che sfumano in caramello e cioccolato (meno di 4,5% alc. Vol.).
 
-Stout: birre molto scure dalle avvertibili note di caffè date dall'impiego di malto torrefatto. La schiuma è simile a quella del cappuccino, persistente e compatta, e la gradazione alcolica non supera i 5% alc. Vol. tranne nello stile Imperial dove si possono raggiungere gli 8% alc. Vol.
 
-Porter: denominazione precedentemente utilizzata per indicare un mix londinese di Ale, oggi indica delle birre piuttosto scure e amare. In altre parti del mondo sono curiosamente reperibili Porter a bassa fermentazione. La gradazione alcolica raggiunge difficilmente i 5% alc. Vol.
 
-Barley Wine: letteralmente “vino d'orzo”, sono in realtà birre con tenore alcolico elevato, corpose e dalla consistenza quasi sciropposa, con poca schiuma. L'invecchiamento in legno le rende molto più affini al vino che non a una birra, per le evidenti note alcoliche e di frutta “sotto spirito”. Il grado alcolico può superare anche i 15% alc. Vol.
 
L'America si differenzia ancora dalla Gran Bretagna per la cosiddetta imperializzazione, ovvero la tendenza ad incrementare il tenore alcolico e la luppolatura, non di rado estrema. È dunque possibile trovare degli stili di matrice europea con il termine American davanti, volto ad indicare un plus (es: American Ipa, American Lager, American Pale Ale). Tuttavia gli USA vantano anche stili storici che, al contrario, sono stati esportati in Europa e, di recente, riproposti dai mastri birrai del vecchio continente.
 
-Cream Ale: sono definibili birre ibride, poiché utilizzano lieviti da alta fermentazione lavorati a basse temperature. Sono chiare e leggere, beverine e fresche, ottime per il periodo estivo. Il colore va tendenzialmente dal paglierino chiaro al dorato pallido e la schiuma è media. Importante è qui la gasatura che ne fa correttamente percepire le sfumature. A volte vengono anche aggiunti dei fiocchi di mais (4-5% alc. Vol.).
 
-Steam beer o California Common: Si presentano di colore ramato con profumi tostati che ben si amalgamano con la nota fruttata avvertibile al palato, la quale chiude in un finale secco e leggermente amarognolo. Al contrario delle Cream Ale, utilizzano lieviti da bassa lavorati ad alte temperature (4-6% alc.vol.).
 
-Pumpkin Ale: meglio note come birre alla zucca, vengono spesso speziate con cannella, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano che bilanciano, insieme al luppolo, la dolcezza dell'ortaggio. In America sono divenute di largo consumo anche grazie alla tradizionale festa di Halloween. Il colore varia dal dorato carico all'ambrato intenso (7% alc. Vol.).
 
-Cascadian Dark Ale o American Stout: sono un tentativo di compromesso tra le Stout e le Ipa. Impiegano malti torrefatti che conferiscono il colore scuro e le note di caffè, cioccolato e liquirizia e dei luppoli autoctoni aromatici, come il Cascade, che rilasciano note agrumate e resinose tipiche delle American Pale Ale. La schiuma è abbondante, persistente e opaca (6-7% alc. Vol.).
 
-Wheat Wine Ale: riconducibili come concetto ai Barley Wine, ma con impiego massiccio di frumento (anche oltre il 50%). Si caratterizzano per l'elevata alcolicità ben mascherata dal corpo strutturato, ma leggero che rivela sentori di pane, cereale e caramello. Il colore, dato non dall'impiego di malto torrefatto ma dalla lunga bollitura, varia da dorato ad ambrato intenso con riflessi granata o rubino. Al gusto il malto, con le sue sfumature dolci e di frutta secca, prevale sul luppolo, e l'aroma generale risulta essere molto ben equilibrato. Il retrogusto svela note vinose e di legno di quercia, soprattutto dopo una maturazione in botte, decise ma pulite (10-11% alc. Vol.).
 
 
Lelio Bottero e Marianna Bottero
 
 
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